Biblioteca di poesia / Collana diretta da Massimo Rizzante
Presenta al lettore importanti poeti del XX secolo di cui non esiste ancora, nel mercato editoriale italiano, una raccolta significativa e tende a scoprire opere e valori estetici del XX secolo in grado di mettere in discussione le prospettive poetiche italiane in materia di creazione e interpretazione.
Jan Skácel, Il colore del silenzio. Poesie 1957-1989
Traduzione di Annalisa Cosentino
pp. 253 € 22,00 ISBN 88-87543-73-9
Jan Skácel (1922-1989), uno dei maggiori poeti cechi del Novecento, trascorse gran parte della vita a Brno, in Moravia. Messo al bando dal regime cecoslovacco durante la "normalizzazione" degli anni Settanta, Skácel scelse l'esilio interno, continuando a scrivere poesie che circolavano nei circuiti clandestini e all’estero. Nel 1989, pochi mesi prima di morire, fu insignito del premio tedesco "Petrarca". Questa antologia, comprendente poesie in gran parte ancora inedite in italiano, è tratta dalle sue dodici esili raccolte di versi, pubblicate tra il 1957 e il 1989.
Haroldo de Campos, L'educazione dei cinque sensi
Traduzione di Daniela Ferioli
pp. 278 € 22,00 ISBN 88-87543-59-3
Prima antologia pubblicata in Italia dei testi poetici di Haroldo de Campos, uno dei protagonisti della poesia del secondo Novecento e tra i massimi esponenti della letteratura brasiliana. Questa raccolta, che contiene i testi che vanno dal 1949 al 2000, comprese alcune transcreazioni dantesche, colma dunque un vuoto sorprendente: essa mostra l’instancabile esplorazione, da parte del poeta, delle tradizioni e delle avanguardie di tutto il mondo, la sua finissima conoscenza di varie letterature e la sua capacità di comporre un tipo di poesia sospesa acrobaticamente tra eccesso barocco e geometrica essenzialità. Il libro è accompagnato da due brevi ricordi di Umberto Eco e Augusto de Campos, e da un saggio introduttivo di Lello Voce.
José Ángel Valente, Per isole remote. Poesie 1953-2000
Traduzione e cura di Pietro Taravacci
pp. 407 € 22,00 ISBN 978-88-6156-040-6
Jan José Ángel Valente è uno dei più importanti poeti spagnoli della seconda metà del XX secolo. Antiretorico e antisentimentale, vicino per vocazione interiore e profonda intimità a San Jaun de la Cruz e alla mistica europea, il suo verbo poetico giunge a rifiutare la nozione di poesia come puro atto comunicativo e si pone come autentica forma d'essere, diventando sempre più essenziale e non rinunciando mai a quella leggerezza che gli permette di muoversi alla frontiera tra il vissuto e l'onirico, il visibile e il metafisico. La presente antologia, che comprende poesie in gran parte inedite in lingua italiana, copre l'intero arco della produzione di Valente.
Tadeusz Różewicz, Le parole sgomente. Poesie 1947-2004
Traduzione di Silvano De Fanti
pp. 444 € 22,00 ISBN 88-6156-013-X
Tadeusz Różewicz (1921) è da sessant'anni testimone attivo del fluire delle vicende europee. Figlio di un Paese come la Polonia e di una generazione che mai hanno cessato di rivendicare l'appartenenza alla grande tradizione umanistica, Różewicz cerca con i suoi versi, i suoi drammi e le sue prose un antidoto per superare i traumi della seconda guerra mondiale e dell'Olocausto, instaura un dialogo critico con le espressioni passate e contemporanee della poesia, dell'arte e della filosofia, vigila con ironia sugli eventi storici, sociali e politici. E mentre osserva il rinnovarsi della realtà, dà vita a una poetica e a una poesia la cui originalità lascia un'impronta profonda sull'intera letteratura polacca ed europea della seconda metà del XX secolo.
Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo. Poesie 1984-2008
Traduzione e cura di Andrea Inglese
pp. 276 € 20,00 ISBN 978-88-6156-018-5
Nel corso degli anni, attraverso la pubblicazione di una quindicina di libri, Viton si è imposto in Francia come uno dei poeti più originali e punto di riferimento per le generazioni più giovani. Viton, sebbene si rivolga risolutamente alla realtà, non vi cerca grandi significati. Predilige l'attraversamento burlesco e anarchico degli eventi, tanto che l'esperienza quotidiana, anche quella più ovvia e banale, diventa terreno prediletto per un'esplorazione dei margini, dei resti, delle anomalie. La sua poesia costituisce insomma una sorta di commento all'esistenza nella forma di un precipitato di elementi eterogenei che fanno esplodere ogni figura familiare e riconoscibile: una poesia come commento definitivo, che non sfrutta il gioco delle infinite spiegazioni, ma lascia per sempre nella mente del lettore la traccia immodificabile dell'urto del mondo.
Gabriel Ferrater, Curriculum vitae. Poesie 1960-1968
Traduzione note e cura di Pietro U. Dini
pp. 273 € 20,00 ISBN 978-88-6156-058-1
Gabriel Ferrater (Reus, 1922-San Cugat, 1972) non è solo il più importante poeta catalano della seconda metà del XX secolo, ma uno dei più grandi poeti europei del suo tempo. Traduttore, linguista e poliglotta, critico letterario e critico d’arte, Ferrater giunse relativamente tardi alla poesia; pubblicò la sua intera opera in versi nel giro di pochissimi anni, tra il 1960 e il 1966. Di un'intelligenza folgorante e di una personalità allo stesso tempo anarchica e disciplinata, tenera e narcisistica, spirito antiromantico, amante della poesia medievale (Ausiàs March, Shakespeare), fondò la sua poetica sul dato autobiografico e la radiografia storica, sul desiderio, l’amore, il sesso, la memoria e l'oblio.
